
L'Associazione Amici del Castrum nasce nel luglio 2002 con l'intento di valorizzare e far conoscere il Castello di Serravalle e in senso più ampio Serravalle stessa, questo gioiello architettonico della Marca Trevigiana ancora poco conosciuto. Subito quell'estate stessa l'Associazione organizza una serie di serate di teatro e musica alla quale partecipa anche Antonio Salines.
Nel 2003 nasce il Festival di Serravalle - Teatro al Castello, da un'idea di Luisa Baldi, che ormai da sei anni dà vita ed è l'anima di un programma di teatro di elevatissimo livello professionale nel giardino del Castello. Alla "visione" di Luisa si è aggiunto nel 2003 il nostro incontro con Luca De Fusco, direttore del Teatro Stabile del Veneto che, innamoratosi del Castello, ha deciso di farne "luogo estivo" di teatro e che nel 2004 ha firmato la regia di una prima assoluta, la Giovanna D'Arco di Maria Luisa Spaziani con la bravissima Gaia Aprea.
Grazie a Luca De Fusco e a Federico Fiorenza, il nostro direttore artistico di vastissima esperienza, il Festival ha raggiunto nel 2004 dei livelli di totale eccellenza, con la presenza di Giorgio Albertazzi in una prima assoluta con la sua Femme fatale e di Peppe Barra nello spettacolo di parole e musica Ricordi d'amore, a cui si sono aggiunte Elisabetta Pozzi, una tra le più brave attrici del teatro italiano, e Laura Curino, la "regina" del teatro di narrazione.
Nel programma del 2005 abbiamo cercato di unire alla presenza di grandi nomi come Gabriele Lavia, Arnoldo Foà, Antonio Salines, Carlo Simoni, la partecipazione di giovani attori emergenti come Amanda Sandrelli e Lucia Schierano. Quest'ultima è stata l'interprete trattenuta e molto efficace di una produzione del Festival in prima assoluta nazionale: La voce umana di Jean Cocteau, con la regia di Gianni Di Capua e le luci di Emidio Benezzi. Lo spettacolo ha meritato un'ottima critica di Masolino D'Amico sulla Stampa.
Il Festival 2006 con la direzione artistica di Luisa Baldi ha presentato sette spettacoli, molti dei quali in prima assoluta. Ha aperto la manifestazione Monica Guerritore, icona femminile del teatro italiano, con il recital Da Francesca alla Vergine Madre (Lectura Dantis). Carlo Simoni e Antonio Salines, insieme per la prima volta dopo anni, hanno presentato Caro Marcello, Caro Federico, omaggio teatrale dedicato a Marcello Mastroianni e Federico Fellini. E’ seguita in prima assoluta la nostra produzione Edith Piaf, il Pettirosso di Francia, spettacolo interpretato da Lucia Schierano. Michela Cescon ha portato in scena Donami almeno una carezza Il tempo in frantumi di Luisa Ferida di Fernando Acitelli e a chiudere il Festival il 20 luglio abbiamo avuto un’altra grande attrice italiana, Elisabetta Pozzi con Medea di Christa Wolf.
Oltre agli appuntamenti teatrali, sono stati presentati il Progetto “Teatro domani” dedicato ai giovani attori e sempre in prima assoluta lo spettacolo Due centimetri più alto del Re di Alessandro Valenti, testo vincitore del I Premio “Castello di Serravalle” per il testo di un monologo teatrale.
Il 2007 per il Veneto e per l’Italia è stata una data speciale: la ricorrenza dei trecento anni dalla nascita di Carlo Goldoni.
Data l’importanza dell’avvenimento il Festival di Serravalle 2007 è stato centrato su Goldoni. Abbiamo messo in scena integralmente i Mémoires di Carlo Goldoni nella riduzione di Giorgio Strehler con l’adattamento del testo di Carlo Simoni e Fabio Girardello.
Durante gli incontri con Carlo Simoni per gli spettacoli del Festival di Serravalle 2006 è venuto fuori casualmente che nel 1997 Giorgio Strehler aveva scelto Simoni come suo interprete ideale nel ruolo di Carlo Goldoni adulto per la riduzione scenica dei Mémoires, quel suo tanto amato e tormentato progetto sulla vita del grande commediografo italiano.
Ricorrendo quindi nel 2007 anche il decennale della morte di Strehler e potendo disporre tramite Carlo Simoni di un “testimone reale” ed in prima fila, è venuta a Luisa Baldi, direttore artistico del Festival di Serravalle, l’idea di realizzare per il Festival di Serravalle 2007, in occasione del tricentenario dalla nascita di Carlo Goldoni, la messa in scena dei sei episodi dei Mémoires di Goldoni nel copione teatrale di Strehler. Va sottolineato che la cosa non è mai stata realizzata né da Strehler né dopo la sua morte e questo ci ha stimolato a realizzare un progetto culturale che non poteva rimanere ancora assente dalla scena teatrale.
L’intero Festival di Serravalle 2007 è stato quindi una prima assoluta. Ad esso hanno partecipato Carlo Simoni, Ugo Pagliai, Paola Gassman, Antonio Salines, Virgilio Zernitz, Eugenio Allegri, Pierluca Donin e Giancarlo Marinelli.
Il tema del Festival di Serravalle 2008 è stato particolarmente suggestivo: "Fantasmi" come immagini del ricordo e come rivisitazione del passato.
Nella serata inaugurale abbiamo avuto con noi Antonio Salines, forse uno dei più grandi attori italiani, con il recital Il fantasma di Notre-Dame, la storia di Quasimodo, il gobbo di Notre-Dame, e di Esmeralda, sua amata.
Un'altra serata importante è stata quella del 27 giugno che ha visto in scena in prima assoluta con lo spettacolo "Il fantasma del Castello" un'accoppiata decisamente vincente. Da un lato Elisabetta Pozzi, una delle più grandi attrici della nuova generazione del teatro italiano, dall'altro il personaggio di Sofia di Colfosco, proprietaria originaria del Castrum di Serravalle, da lei portato in dote ai Da Camino, che leggenda vuole aleggi ancora nel suo Castrum. Il testo scritto appositamente per il Festival rievocherà questo straordinario personaggio. Anche le musiche sono state composte proprio per questo spettacolo da Daniele D'Angelo.
Nel 2009 la settima edizione del Festival di Serravalle ha avuto come sottotitolo “Notturni veneziani” in quanto è stato un Festival interamente dedicato al Veneto.
In un momento di crisi in cui l’orizzonte del teatro si colora di grigio abbiamo scelto e messo insieme le più importanti “creatività” della nostra Regione.
Questo a vari livelli: sono i “personaggi” sui quali facciamo spettacolo come Casanova e Lorenzo Da Ponte, sono i grandi autori che sono sia quelli della tradizione come Goldoni che quelli della contemporaneità come Buzzati, Meneghello e Zanzotto, sono la grande musica dei Solisti Veneti per i loro cinquant’anni e la novità de “La bisbetica domata” di Shakespeare realizzata in lingua veneta.
E poi l’ingrediente principale di un Festival teatrale: gli attori che vanno da Natalino Balasso a Carlo Simoni, Antonio Salines, Giorgio Bertan e Eleonora Fuser e gli attori dell’Accademia del teatro in lingua veneta, ultima nata dagli Amici del Castrum.
Ada Marcantonio
Presidente Amici del Castrum