Il coraggio di vivere il sogno

Ultima produzione dell’Accademia “Il coraggio di vivere il sogno – Gli anni giovanili di Carlo Goldoni” un atto unico elaborato e diretto dal noto regista Carlo Simoni e messo in scena dallo stesso Simoni con Luisa Baldi e gli attori dell’Accademia del teatro in lingua veneta.

La drammatizzazione dei “Mémoires” fatta da Strehler nasce nel 1968, quando la Rai commissionò a Strehler una sceneggiatura sulla vita di Goldoni, da cui trarre un serial televisivo: la sceneggiatura, scritta dal regista con Ludovico Zorzi e Tullio Kezich, non fu mai realizzata televisivamente.
Il progetto fu ripreso da Strehler nel 1987, per ricavarne un “romanzo teatrale” da rappresentarsi in tre serate. Al progetto Strehler lavorò fino alla morte, avvenuta il giorno di Natale del 1997. Lo spettacolo sarebbe dovuto andare in scena nell'estate del 1998.

Nella stesura del copione, che si sarebbe dovuto realizzare nell’arco di tre anni, il regista coinvolse l’attore Carlo Simoni, che aveva scelto come interprete ideale per dare vita alla figura di Goldoni.

È lo stesso Simoni, nome di assoluto rilievo nel panorama nazionale e uomo di teatro particolarmente versato nella scrittura per le scene, a ricordare la gestazione dell’opera strehleriana, nel novembre del ’97, a Milano, in Via Rovello, nello studio del Maestro. “Nelle molte ore trascorse insieme” – dice Simoni – “Strehler ipotizzava la nascita dello spettacolo, con Goldoni seduto in platea addormentato e sognante. Cosa sognava, Goldoni? Sognava il teatro. E rivedeva se stesso ragazzo, in fuga da Rimini, sulla barca dei comici di Florindo Dé Maccheroni, dove avvenne la sua iniziazione…”

Lo spettacolo
Goldoni vecchio racconta i primi episodi della sua formazione, l’incontro con la compagnia teatrale di Florindo de’ Maccheroni e la fuga da Rimini al seguito della compagnia fino a Chioggia, a casa dei genitori. Il padre Giulio, preoccupato per il futuro di Carlo, lo fa iscrivere al collegio Ghisleri di Pavia, dove al terzo anno viene espulso a causa di una satira licenziosa sulle ragazze di Pavia.
Il giovane Carlo Goldoni segue così per un po’ di tempo il padre medico nella sua attività, ma la professione  non gli piace, per cui studia per diventare avvocato. A Chioggia Goldoni diventa cogitore, cioè aiutante del cancelliere criminale ma nemmeno quest’esperienza lo soddisfa e quindi il padre lo porta a Venezia dove incontra la compagnia di Giuseppe Imer e la vocazione del giovane Goldoni per il teatro si rafforza. Il 24 febbraio 1730, per una febbre all’età di 48 anni Giulio Goldoni muore e questo avvenimento conclude un periodo della vita del giovane Goldoni.



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